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La Donna nella Belle Epoque, tra frivolezze e sfrenate eccentricità

Francesca Bertini Belle _poque a cura di GIAN LUIGI ZUCCHINI    –    Non si tralasci di visitare queste mostre (la moda e successivamente le riviste relative del periodo fine Ottocento- primi ‘900), e nel contempo scoprire o riscoprire il Museo MAGI ‘900, uno dei più interessanti e completi sull’arte del Novecento, a pochi chilometri da Bologna e facilmente raggiungibile sia con mezzi privati che pubblici. Il Museo poi, che ha ampie possibilità di spazi espositivi, organizza frequentemente mostre di buon livello, alcune anche di notevole qualità artistica e documentaristica, come la recente di cui si dà comunicazione qui di seguito. 

Cataloghi e pubblicazioni testimoniano poi l’attività passata e presente del Museo; da qui si può vedere la serietà, il valore e l’impegno di una istituzione che fa onore Pieve di Cento, cittadina in provincia di  Bologna, che è pure ricca di intreressanti edifici di epoca medioevale e cinque-seicentesca.

Il mito della Belle Époque, che ancora oggi ci appare come una stagione memorabile animata da un’incredibile euforia, è il riflesso del respiro europeo e del desiderio di innovazione che hanno segnato fondamentali cambiamenti nella società, nel gusto, negli stili di vita e nella comunicazione.

Questo clima effervescente, ancora capace di coinvolgere pienamente il pubblico, rivive al MAGI’900 in una sezione della collezione permanente il cui allestimento accosta una grande varietà di immagini che celebrano la figura femminile, soggetto che fu senza dubbio tra i più amati e ricorrenti in tutte le arti visive negli anni di passaggio tra Ottocento e Novecento.

Bellissime e intriganti, oggetti del desiderio ma ormai proiettate verso l’emancipazione, le donne rappresentate nell’arte, nella decorazione, nell’editoria, nella moda e nella pubblicità di quel periodo furono, infatti, innumerevoli e i loro tratti, sospesi tra realtà e immaginario, sono ancora oggi riconoscibili come icone di uno stile ineguagliato.

L’esposizione è scandita da una ricca selezione di sculture, opere pittoriche, grafiche e editoriali che ricostruiscono una panoramica di respiro internazionale intorno ad alcuni capolavori molto noti, come il dipinto Il Cappellino azzurro del ferrarese Giovanni Boldini e le litografie del suo amico francese Paul Cèsar Helleu, o quasi del tutto inediti, come le tempere del centese Aroldo Bonzagni, di Lutz Ehrenberger, artista austriaco che ha continuato a interpretare lo spirito della Belle Époque anche nei decenni immediatamente successivi., e altre immagini di Toulouse-Lautrec, ecc.

Da non perdere infine i fantastici disegni di costumi per i veglioni in maschera di Giuseppe Palanti , veri voli dell’immaginazione che ancora oggi invitano alla gioia del travestimento, e le dissacranti vignette satiriche che smascherano vizi e virtù delle signore chic, come quelle uscite dalla spregiudicata matita di Aldolphe-Léon Willette.

Moda, stile e frivolezze nelle riviste della Belle Epoque, Magi ‘900, Pieve di Cento (BO), Via Rusticana A/1,  fino al 31 luglio 2019.

Da Bologna, si raggiunge Pieve di Cento anche con autobus di linea

Orario: martedì – domenica dalle 10.00 alle 18.00.

Tariffe mostra temporanea:

Intero 1 mostra €7

Intero 2 mostre €10

Info: http://www.magi900.com/info/

Tel. 0039 051 6861545

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