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La Ciclovia dell’amicizia: un abbraccio tra la Montagna ed il Mare

valle isarcodi Vittorina Fellin – Un itinerario che attraversa tre nazioni, passa cinque regioni, percorre tremila metri di dislivello, si estende su 560 km di straordinaria bellezza. E’ la Monaco Venezia o Ciclovia dell’Amicizia un itinerario che unisce paesi, culture e gastronomia dalle Alpi alle Dolomiti fino al mare.

IL SUCCESSO DEL VIAGGIARE SLOW

Il viaggiare lento o slow travel, al pari del più famoso slow food, è un fenomeno in continua ascesa in ogni parte d’Europa. Trasversale rispetto alla condizione economica ed anagrafica di chi lo pratica, si realizza attraverso percorsi che, quando sono collegati tra di loro, vengono definiti “reti cicloturistiche” (europee, nazionali, regionali, ecc.). Uno degli ultimi è la Monaco Venezia, un itinerario molto suggestivo che collega idealmente diverse ciclovie già esistenti. Le ragione che hanno portato al successo del turismo in bicicletta, legate in parte allo stile salutistico ed ecologico del mezzo, derivano da un modo nuovo di sentire la “vacanza”. 

Quando si arriva in un posto in sella ad una bicicletta, si scopre un mondo e un’accoglienza nuova. Quella che un tempo era riservata ai viaggiatori, che affrontavano le distanze lentamente, e che proprio per questo avevano storie da raccontare. Con quel luogo si stabilisce subito un’insolita confidenza, si entra in contatto con quella che è la sua identità emotiva e culturale.

Un modo, insomma, per far si che gli occhi si prendano il tempo necessario per posarsi sul paesaggio, e per trattenere quelle emozioni suscitate da una strada in salita, un casolare disperso nelle campagne, una vallata vista dall’alto.

L’ITINERARIO: Dalla pianura al mare attraverso le Vette dolomitiche

Si parte da Monaco di Baviera e si raggiunge Venezia attraversando la Baviera, Innsbruck, il Passo del Brennero, la Valle dell’Isarco, la Val Pusteria, Cortina d’Ampezzo, Belluno e Treviso. Cinquecentosessanta km di eccezionale bellezza attraverso un percorso che si snoda lungo piste ciclabili già presenti, sentieri nel bosco, tratti ancora freschi di asfalto e vernice. Il paesaggio domina sopra ogni cosa e la bicicletta, a dispetto di altri mezzi, concede all’occhio quello che la fatica toglie al corpo.  Il percorso è un tributo alla natura e alla storia. Corsi d’acqua di valore storico e culturale come il Piave, aree di interesse naturalistico come il Parco naturale del Sile, vecchi tragitti ferroviari riconvertiti a piste ciclabili. Su tutto le Alpi e il cuore delle Dolomiti, oggi dichiarate Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.

La vicinanza del circuito alle Tre Cime di Lavaredo nelle Dolomiti di Sesto, alla Croda Rossa e al Gruppo del Cristallo nelle immediate vicinanza della mondana Cortina d’Ampezzo, consacrano la ciclovia a mito. Ma non sono solo le montagne a caratterizzare il paesaggio.

La prima parte del circuito è tutta da “godere” attraverso la vista delle incantevoli regioni della Baviera, caratterizzate da campanili a cipolla e paesini romantici. In Baviera e in Tirolo, la Monaco Venezia segue il percorso già esistente della Via Bavarica Tyrolensis, per poi proseguire sulla ciclabile della valle dell’Inn, passando per Innsbruck e attraversando la valle Wipptal tirolese, fino al Brennero. Superato il confine di stato si arriva agevolmente nella Valle dell’Isarco dove la Ciclovia dell’Amicizia aggancia la Ciclabile della Val Isarco portando verso la verde Val Pusteria. Da qui in poi è un susseguirsi di paesaggi mozzafiato che conducono, attraverso Cimabarche, direttamente all’internazionale Cortina.

In questo punto, la Monaco Venezia, interseca un’altra celebre ciclabile la Lunga Via delle Dolomiti, costruita sul sedime della vecchia ferrovia dismessa nel 1964, per fondersi più a sud con la Ciclabile del Sile (Girosile). Lasciando alle spalle la conca ampezzana, la pista ciclabile prosegue a sud verso i territori del prosecco. Vittorio Veneto, Conegliano e Treviso sono le principali città sulla road map prima di intraprendere la via del mare verso Venezia.

E’ un paesaggio magico, sospeso nel tempo quello che va da Altino a Caposile.

Lungo il fiume Sile la ciclabile, spesso realizzata su passerelle di legno, attraversa ampie radure di canneti dove si possono ammirare suggestivi panorami come il “cimitero dei burci” (barconi per il trasporto delle merci ora abbandonati) o le imponenti sponde che accompagnano la grande ansa su cui un tempo si stendeva il principale porto fluviale del Sile. Da queste radure, si scorge in lontananza Venezia e la sua laguna raggiungibile attraverso terra per Mestre, oppure per acqua continuando il corso del fiume fino al mare aperto. La Monaco Venezia in realtà non termina nella città lagunare, chiusa al transito delle biciclette, ma a Punta Sabbioni a Jesolo. Da qui ci si può imbarcare e portare il mezzo, rigorosamente a mano, fin sotto il Campanile di San Marco per un ultima suggestiva foto ricordo.

COSA VEDERE 

Che la ciclabile si percorra in bicicletta, mezzo canonico per eccellenza, oppure in auto o in treno attraverso vie più comode, le visioni e le soste saranno sempre di grande suggestione. Un itinerario ricco di storia, arte e sapori autentici che raccontano di territori dalla forte vocazione turistica.

Monaco, ci attende con i suoi pregevoli musei (il Deutsches Museum è il più grande museo di scienza e tecnologia al mondo) mentre i paesaggi della Baviera, ingentiliti dalla colza e dall’orzo, ci conducono fino alla bella cittadina di Bad Tӧlz con i suoi colorati palazzi per poi proseguire in direzione Innsbruck.

Nei pressi della cittadina austriaca una sosta è d’obbligo al Museo Swarovski (www.kristallwelten.swarovski.com) per ammirare il suo Mondo di Cristallo (quest’anno ricorrono i 120 anni di fondazione della fabbrica ed i 20 anni di apertura del museo) ed alla medievale città del sale Hall in Tirol. Subito dopo il confine di stato, la Valle Isarco ci accoglie con i suoi gioielli artistici: Vipiteno, Bressanone e Chiusa. A Vipiteno la Torre delle Dodici, dall’alto dei suoi 46 metri, ci orienta lungo il passeggio del vivace centro storico che, tra pochi mesi, profumerà di cannella e candele natalizie grazie ad uno dei più bei mercatini di Natale del Tirolo.

Percorrendo la ciclovia verso sud, ci aspetta Bressanone con il suo passato vescovile o, in alternativa, la Val Ridanna e la Val di Vizze per una visita alle vecchie miniere. Arrivando fino a Belluno e passeggiando lungo il “liston” di Piazza dei Martiri, la sensazione è di camminare lungo un balcone panoramico sul Piave, grazie agli inaspettati scorci che si aprono nelle strette vie del centro, tra un elegante palazzo in stile veneziano e una chiesa romanica. Verso nord, invece, lo sguardo non può fare a meno di posarsi sulla vigorosa skyline delle Dolomiti che fanno da cornire naturale.

Nel territorio ampezzano, Pieve di Cadore è una sosta obbligata per coloro che coltivano interessi artistici. Oltre alla casa natale di Tiziano Vecellio, il grande pittore rinascimentale, il paese conserva un considerevole numero di edifici di interesse storico, il sito archeologico di piazza Municipio scoperto nel 1951 durante l’esecuzione dei lavori del Palazzo Municipale, la Chiesa arcidiaconale di Santa Maria Nascente (XIX secolo) con le tele di Cesare Vecellio.

Da Belluno a Vittorio Veneto, lungo l’antica Via Regia, l’occhio si riempie della visione di corsi d’acqua campi ed estesi, laghi (Lago di Santa Croce in primis) e curiosità (la bicicletta cresciuta nell’albero ne è un esempio).

In prossimità del triangolo tra Conegliano, Valdobbiadene e l’antico borgo di Rolle, i colli, rivestiti di uva glera, si fanno sempre più dolci. In questa zona, le cantine che vinificano il prosecco sono ormai moltissime (si dice siano arrivate a quota 500) e segnano il paesaggio. Impossibile non dedicare un paio d’ore ad una delle realtà vitivinicole della zona per sorseggiare un prodotto che è diventato un’eccellenza nel mondo. Da segnalare, per gli amanti del buon bere, le Cantine Bellenda (www.bellenda.it) vicino a Vittorio Veneto per una degustazione guidata e una visita alla moderna cantina.

LUOGHI DI GUSTO e RIPOSO lungo l’itinerario 

Sono numerosi i posti di ristoro e gli alloggi di charme lungo l’itinerario. E’ bene ricordare che la Ciclovia dell’Amicizia interseca la Via Claudia Augusta Altinate (www.claudia-augusta.net) l’antica via romana dove, dall’Adriatico fino al Danubio, transitavano prodotti di ogni genere arricchendo i popoli che vivevano lungo l’asse commerciale. Tale ricchezza culturale e gastronomica si ritrova ancora nei piatti e nei sapori di questi territori. A Monaco e nelle cittadine bavaresi le specialità gastronomiche (wurstel bianchi e bretzel la fanno da padroni), accompagnate rigorosamente da imponenti boccali di birra, sono servite nei numerosi locali storici del centro (Hofbräuhaus, Augustiner am Dom, Paulaner i più famosi nel capoluogo bavasese) mentre a Vipiteno, sotto l’imponente campanile, da Vinzert (www.vinzenz.it), profumati vini bianchi del territorio (Kerner, Sylvaner, Gewürztraminer) sono serviti con gustose carni da allevamenti sostenibili dell’Alto Adige.

A Vipiteno appuntamento con la storia all’Hotel Lilie (www.hotellilie.it), una tra le più belle costruzioni del tardo medioevo posto sotto la tutela delle belle arti. Per chi vuole vivere una vacanza in perfetta sintonia con le due ruote, una rete di alberghi dedicati al cicloturismo – il circuito bike hotel – è il giusto compromesso tra qualità e confort.

Di questi, lungo la Ciclovia dell’Amicizia se ne incontrano molti. A Pieve di Cadore l’Hotel Al Pelmo (www.pelmo.it) offre un’incantevole vista sulle Dolomiti Ampezzane, mentre a Belluno le moderne suite dell’Hotel Astor (www.astorbelluno.it) richiamano i nomi altisonanti delle vette dolomitiche. Sulla terrazza panoramica, con vista Piave, si possono gustare i raffinati piatti della cucina del suo Food Caffè. Sette camerette “intime” con travi a vista, arredamento e tessuti secondo tradizione, all’Osteria la Pasina a Dosson di Casier (www.pasina.it), una casa rurale di fine 800 completamente restaurata vicina ai maggiori centri del territorio tra cui Treviso.

Specialità stellate a km zero al Ristorante Borgo di Anconeta (BL) (www.ilborgo.it) e all’Hosteria Via Caprera a Vittorio Veneto (www.hostariaviacaprera.it). Il primo propone piatti del territorio di pregevole composizione, sia per il sapiente uso delle materie prime sia per la equilibrata presentazione (polenta schiz e pastin è un must). Fortemente rinnovata negli ambienti ma conservativa e tradizionalista in tavola, la seconda propone una cucina della tradizione dai richiami lagunari come le sardèe in saόr, i nervetti alla cipolla o creazioni gastronomiche originali come il piatto della grande guerra (un mix di carne, verdure e patate servito in un vaso di vetro che ricorda la gavetta militare).

Nelle campagne tra la laguna di Venezia ed il fiume Sile, a Musile di Piave, la bella Salomè propone nella Country House che porta il suo nome (www.countryhousesalome.it) gustose specialità a base d’oca che poco condividono con la tradizione locale ma tanto soddisfano le papille gustative. Jesolo, infine, non tradisce in nessun modo il turista anche quello su due ruote. Accoglienza bike friendly presso l’Hotel Gritti (www.hotelgritti.it) sul lungomare, affiliato al circuito dei bike hotel.

Si ringraziano i Partner del Progetto: 

Amministrazione Provinciale di Belluno, Comunità Comprensoriale Valle Isarco di Bressanone, Provincia di Treviso, Provincia di Venezia, Consorzio Turistico Achensee di Achenkirch (Austria), Circondario rurale Bad Toelz – Wolfratshausen (Germania), GECT “Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino” di Bolzano.

Progetto INTERREG

 

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