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Feltre e Belluno porte d’accesso alle Dolomiti

feltre_fontane lombardesche e chiesa santi Rocco e sebastianodi Vittorina Fellin – Splendidamente dominate da quelle maestose cattedrali di roccia che sono le Dolomiti, Feltre e Belluno racchiudono centri storici che sono veri e propri salotti urbani, con le loro piazze, i tavolini all’aperto, le visioni luminose verso la pianura. Mete perfette per un week end romantico o un fuori porta all’insegna della cultura e del relax.

Quello che colpisce visitando la provincia di Belluno, oltre alla magia delle sue montagne, sono le splendide piazze che ogni cittadina riserva, autentici capolavori artistici in alcuni casi, semplici luoghi di aggregazione in altri. In particolare Belluno, con la sua vivacità rituale, le insolite vedute e, con essa, Feltre con il suo glorioso passato. Luoghi di incredibile fusione tra il mondo di Venezia, con la classica armonia delle sue linee ed il mondo del Nord, dominato dalle montagne e dallo spirito delle sue leggende, Belluno e la sua valle possiedono “una personalità speciale che gli dà un incanto straordinario”. Così le descrive Dino Buzzati suo figlio prediletto.

La Belo-dunum 

La sua posizione nel cuore della Val Belluna, circondata dalle maestose vette delle Dolomiti, un tempo incantò i Celti che la chiamarono “Belo-dunum“, collina splendente.

Ancor oggi non stupisce il nome che fu dato a questa bella cittadina più prossima all’Austria che non all’Italia. Quel suo essere tranquillamente adagiata su un promontorio, alla confluenza tra il Piave e il torrente Ardo, dove si arriva in modi diversi, compreso un complesso di ripide scale mobili che conducono da un parcheggio ai piedi della città direttamente nel centro storico. Oggi il nitido chiarore delle montagne, dichiarate Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco, fa da sfondo a questa bella città che sorprende in molti aspetti. Percorrendo il “liston” di Piazza dei Martiri verso Porta Dojana, si intuisce la nobile natura della città, mentre le chiese con le loro ricchezze artistiche ne svelano la preziosità.

Come quella di San Pietro dove è possibile ammirare, accanto alle due pale lignee scolpite da Andrea Brustolon, il “Michelangelo del legno”, una suggestiva cappella gotica (Cappella Fulcis), o visitare, nell’annesso Seminario Gregoriano, i due chiostri quattrocenteschi (Chiostro dei vivi e Chiostro dei morti). Più avanti ecco la gotica Santo Stefano con le sue volte a crociera, le colonne bicrome, gli angeli del Brustolon, la Madonna dei sette dolori. Una visita va riservata anche al Palazzo dei Giuristi dove ha sede il Museo Civico di Belluno al cui interno si possono ammirare, oltre ad una suggestiva copia dell’uomo di Mendeval (un cacciatore Mesolitico risalente a circa 7000 anni fa trovato intatto a oltre 2000 metri di quota), una ricca raccolta di opere di autori quali Andrea Brustolon e Sebastiano Ricci. Meritano una visita anche i dintorni, come il centro storico di Mel con i suoi eleganti palazzi e il vicino Castello di Zumele, uno dei meglio conservati in provincia.

Feltre “la bella”

Poco lontano da Belluno, un’altra perla incastonata fra le Dolomiti Bellunesi profuma di laguna e di essenze alpine. Feltre, definita “la bella”, deve il suo splendore alla dominazione veneziana prima e al passaggio austriaco poi. Feltre è città di piazze e viuzze da girare con il naso all’insù alla ricerca delle bifore nascoste e degli eleganti affreschi sui palazzi veneziani. Ma è anche città di musei, considerati i tre palazzi che ospitano la Galleria d’Arte Moderna Carlo Rizzarda, il Museo Civico e il Museo Diocesano d’Arte Sacra presso il Vescovado vecchio, ricolmi di tesori d’arte.

E’ curioso arrivare fino al Museo Diocesano per scoprire una Madonna con gli infradito ai piedi, un vezzo che il pittore Sebastiano Ricci ha riservato ad una Madonna con Bambino, S. Ugo e S. Bruno in un dipinto del 1709 o altre rarità come il Calice del diacono Orso del VI secolo, un sorta di Santo Graal o, ancora, una Madonna del 1400 in alabastro e una piccola croce post-bizantina in bosso realizzata da un monaco del monte Athos. Sempre a Feltre, l’occhio si riempie di grazia e di armonia salendo le scale verso il Teatro della Sena, una piccola Fenice tra le montagne, con le sue facciate decorate a graffito e l’ampia prospettiva del loggiato palladiano del 1558. La piccola città alpina riserva anche un’importante area archeologia (un vero e proprio quartiere residenziale con strade lastricate e resti di abitazioni e botteghe) che racconta il periodo della romanizzazione, mentre dell’epoca veneziana parlano le circa duecento ville “sparse nelle campagne e sui colli circostanti” precisa Dino Buzzanti in un suo scritto. Lasciando la luminosa cittadina, prima di dirigersi verso l’Altopiano di Alpago-Cansilio, è bene riservare una visita al Santuario dei Santi Vittore e Corona, un gioiello d’arte romanica con influssi bizantini, dove è possibile ammirare un insolito affresco dell’ultima cena durante la quale vengono serviti dei granchi.

Contemplando la corona di vette disposte attorno al lago di Santa Croce e dirigendosi verso le ricche foreste del Cansiglio si giunge a Valdenogher dove il Museo della Casa dell’Alchimista, aperto nel 2006, introduce all’antica arte alchemica. Antichi scritti narrano che la casa apparteneva ad un nobile condannato a morte ad Alessandria d’Egitto, il quale aveva trovato rifugio nel territorio dell’Alpago grazie alla Repubblica Serenissima. Salendo lungo la strada che conduce al culmine dell’Altopiano, in località Pian Osteria, il Museo dell’Uomo in Cansiglio “Anna Vieceli” ed il Centro etnografico di cultura cimbra raccontano l’antica storia di questo territorio.

Soste golose ai piedi delle Dolomiti

La provincia di Belluno offre percorsi gastronomici variegati il cui comun denominatore è rappresentato dall’eccellenza. Che siano malghe, agriturismi, rifugi o ristoranti stellati i piatti sono quelli della tradizione rappresentata dalle produzioni casearie, a cui è dedicata anche una Strada dei Formaggi e dei Sapori delle Dolomiti Bellunesi, dagli insaccati e dalle carni ma anche da prodotti della cucina povera, come il fagiolo di Lamon. Chi ha un indirizzo di riferimento per mangiare il pastin (un impasto di carne tritata di maiale e manzo a cui si aggiunge un condimento di sale e spezie solitamente cotto alla griglia), o il formaggio schiz se lo tiene ben stretto, quasi fosse un segreto da tramandare.

Come l’Antica Locanda Cappello di Mel (P.zza Papa Luciani, 20 a MEL www.anticalocandacappello.it) che popone, tra le suggestive sale affrescate di un palazzo seicentesco, piatti della tradizione pensati per il presente. Una cucina creativa e curiosa, sicuramente ispirata dalla giovane chef siciliana, viene proposta al Food Cafè Ristorante Astor di Belluno (Piazza dei Martiri, 26 www.astorbelluno.it) la cui terrazza con vista sul Piave merita da sola la visita.

Tra i prodotti “cult” di questa provincia va citato sicuramente il gelato, il cui metodo di produzione ha fatto conoscere i maestri gelatieri zoldani in tutto il mondo.

Ma c’e anche la birra e per quella c’è un unico indirizzo, la Birreria Pedavena (Viale Vittorio Veneto, Pedavena, labirreriapedavena.com), che da queste parti, viene chiamata semplicemente la Fabbrica-Paese. In questo imponente stabilimento che occupa tutto un territorio a ridosso delle Dolomiti, nasce un prodotto che, da queste parti, è diventato un’istituzione. La storia di questa birreria, fatta di momenti di lotta e di sopravvivenza, ma anche di rinnovato entusiasmo e di benessere per l’intero territorio, andrebbe raccontata per intero ma oggi ci limitiamo al prodotto. La Birra Pedavana non filtrata, prodotta in occasione del centenario, viene venduta unicamente in birreria, mentre la speciale Dolomiti, fatta di acqua sorgiva e di orzo prodotto nel territorio, può essere sorseggiata in buona parte delle birrerie italiane ed estere.

Luoghi di quiete e relax

Non mancano i luoghi di ristoro e di quiete in questa bella vallata. Location storiche di charme custodite in piccoli borghi come l’Antica Locanda al Cappello a Mel. Già sede dei Cavalieri di Malta, fu frequentata sin dal 1700 da illustri personaggi storici e di grande fama. L’accuratissima ristrutturazione del 2011 operata dai nuovi proprietari, i signori Bresolin, ha portato alla luce raffinate decorazioni e antichi stucchi che si possono ammirare nelle sale o in alcune stanze.

A Feltre, invece, a pochi minuti dalle attrazioni culturali e storiche di maggiore interesse, l’Hotel Doriguzzi (Viale del Piave 2, www.doriguzzi.it) accoglie il visitatore con gusto e professionalità. Durante il soggiorno, non è difficile imbattersi nei numerosi gruppi di motociclisti che qui sostano (l’hotel fa parte del circuito dei bike hotel e mette a disposizione i parcheggi per le moto) prima di affrontare gli impegnativi circuiti dei passi dolomitici.

Per chi invece è più incline al brusio del passaggio e alla vivacità della città, l’Hotel Astor a Belluno (Piazza dei Martiri, 26 www.astorbelluno.it) sulla bella piazza dei Martiri si propone come un luogo ideale per viaggi d’affari, romantici week end oppure per vacanze in famiglia grazie alle moderne camere e suites a tema.

Un ringraziamento a:

Veneto Agricoltura (Progetto S.C.O.R.E.)

Consorzio Dolomiti Prealpi

 
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