Una raffinata Mostra nel Palazzo dei Marchesi Antinori a Firenze

giovanni-signorini-veduta-ponte-carraiaLA BELLA STAGIONE ITALIANA DELLA MACCHIA, CON L’ARTE DI TELEMACO SIGNORINI
Gian Luigi Zucchini  – Ecco una mostra che sarebbe peccato perdere, accompagnata da un catalogo che, oltre alle immagini riprodotte, contiene una serie di saggi di notevole interesse, relativi non soltanto all’opera, ma anche al carattere, alla personalità e – soprattutto in relazione a Telemaco –  al modo, abbastanza fiero e ribelle, di vedere e considerare la società dell’epoca.

Già la Firenze di Giovanni Signorini, il padre, è presentata in un primo tempo in modo assai tradizionale, con un erompere di luci barocche che richiamano i grandi quadri del Poussin e del Lorrain, ma poi si adeguano ad una luminosità più italiana, con un respiro d’aria fiorentina che verrà ripreso ed approfondito dal figlio Telemaco, uno dei più apprezzati e fervidi macchiaioli, che andrà poi oltre la macchia, come ben si evince dagli ultimi dipinti esposti.

Il vero e più sincero Signorini si enuncia quindi mediante un realismo di luci, colori, movimenti, animazioni di ambienti e di nuvole, che qui troviamo in quadri celebri e già apprezzati da tempo, ed in altri che, poco noti, confermano tuttavia quell’originalità luminosa e quell’intimità domestica che lo avvicina alle opere più significative degli impressionisti francesi, con una caratteristica tuttavia del tutto italiana, o meglio ancora fiorentina: il tratto umano e poetico, oltreché un’ evocazione di antiche memorie classiche, (rappresentate in letteratura, tra gli altri, dal Carducci delle Odi Barbare), nell’ambito del circolo di Castiglioncello che si era formato presso il critico d’arte Diego Martelli 
frequentato, tra gli altri, anche dallo stesso Carducci.

La scoperta del carteggio inedito tra Telemaco Signorini, il padre Giovanni e il fratello minore Paolo, ha condotto Elisabetta Matteucci e Silvio Balloni a ideare questa raffinata esposizione che vanta due protagonisti, i Signorini da un lato e la loro Firenze dall’altro.
Il tratto di marcata “fiorentinità” che caratterizza la mostra, unito all’indubbio spessore storico-critico, è tra le ragioni che hanno spinto la famiglia Antinori a realizzare il progetto con l’Istituto Matteucci.
La mostra quindi non poteva trovare sede più appropriata di Palazzo Antinori, edificio storico nel cuore di Firenze, casa di una Famiglia che ha contribuito a fare la Storia della città oltre che della viticoltura di massimo pregio.
Per la prima volta, in occasione di “La Firenze di Giovanni e Telemaco Signorini”, il pubblico potrà ammirare i Saloni storici del Piano Nobile di Palazzo Antinori, opportunità che da sola merita un viaggio a Firenze. Saranno essi ad accogliere le opere in mostra, capolavori notissimi ma anche tele che trovano qui la propria prima esposizione pubblica.

Alle suggestive immagini della “città gioiello” è dedicata la mostra La Firenze di Giovanni e Telemaco Signorini che vede, per la prima volta, affiancate le opere di quella che, nel clima culturalmente fecondo di menti brillanti come Giovan Pietro Vieusseux, Pietro Giordani e Niccolò Tommaseo, Diego Martelli e Carlo Lorenzini, si è imposta come una vera e propria dinastia pittorica.

LA FIRENZE DI GIOVANNI E TELEMACO SIGNORINI, fino al 10 novembre 2019
Firenze, Palazzo Antinori ,  Piazza Antinori
Orari: dalle 10.00 alle 18.00 dal Martedì alla Domenica (giorno di chiusura Lunedì)
Biglietto: Euro 13 intero, Euro 10 ridotto Telefono per informazioni: 05529375