Viaggio a Ravenna, la caleidoscopica città che non ti aspetti

Museo TAMO, Ravennadi Martina Vacca – È un crogiuolo di antico e moderno, Ravenna, di tradizione, arte, cultura e storia che cattura per sempre chi vuole conoscerla a fondo.

Attraversata da qualche tempo da un fermento nuovo, che di continuo rimanda all’antico tendendola però nel futuro, la città è stata capitale dell’Impero Romano d’Occidente di cui conserva il retaggio bizantino, culla dell’arte del mosaico, con il vanto di otto monumenti UNESCO. È stata l’ultima dimora del Sommo poeta e padre della lingua italiana, Dante Alighieri, le cui ossa sono state al centro di una contesa ormai risolta con Firenze; ogni anno a settembre le due città ne celebrano la morte, avvenuta nel 1321, con la consegna da parte di quella natale dell’olio per la lampada votiva, che arderà tutto l’anno nella tomba costruita nel 1781 dall’architetto Camillo Morigia.

Il tratto di costa ravennate è parte integrante di quella riviera romagnola che dagli albori traina il turismo nazionale e si rivolge a quello internazionale con le formule più innovative.

La città è da osservare con lo spirito con cui si guarda in un caleidoscopio grazie alle mille opportunità di svago: il mare, la campagna – qui la chiamano forese – la città d’arte.

Da queste tre direttrici si dipanano un’infinità di proposte a partire dall’offerta balneare dei numerosi stabilimenti, che, tra l’altro, non rinunciano al mare d’inverno, alla valorizzazione di un ambiente vario, agreste ma anche lagunare, che invita ad escursioni in barca, a piedi o in bicicletta attraverso le suggestioni di pinete secolari. Mentre la città d’arte, il cui appeal è in crescendo, si sviluppa tra gli antichi monumenti di San Vitale o di Galla Placidia fino alle Basiliche di Sant’Apollinare Nuovo e, appena fuori città, in Classe.

È anche città d’amore, Ravenna, che ha fatto da sfondo a storie sentimentali di personaggi storici e della letteratura. Qui si consumò la relazione amorosa clandestina tra Lord Byron e la contessina Teresa Guiccioli in Gamba; a Ravenna si rifugiò Giuseppe Garibaldi con la sua Anita durante la cosiddetta “trafila garibaldina”; nella pineta di Classe, una frazione alle porte della città, Gabriele D’Annunzio passeggiò con l’attrice Sarah Bernhardt di cui era invaghito.

Nel Museo d’Arte della città (Mar) riposa la statua di Guidarello Guidarelli, condottiero ravennate al servizio di Cesare Borgia, morto nel 1501, alla quale è legata una leggenda che promette spose entro l’anno le donne che la baceranno.

Musei e spazi culturali antichi e moderni impreziosiscono la città, mentre un ex-zuccherificio, nel parco archeologico di Classe, grazie ad un progetto di rigenerazione urbana, cambia pelle e diventa museo, il Museo della città e del territorio.

Il Classis – Museo della città e del territorio racconta la storia dalle origini etrusco-umbre all’antichità romana, dalle fasi gota e bizantina al tardo Medioevo e si prepara ad ospitare dal 23 al 25 settembre parte degli eventi del Social Travel Summit, la convention più autorevole in Europa nel marketing digitale turistico che ha scelto Ravenna come città ospitante per oltre 100 specialisti del settore turistico, blogger ed influencer provenienti da tutto il mondo, che proprio nella città romagnola vivranno la loro “italian beauty experience”.

La città bizantina asseconda ogni gusto ed è forte di uno spirito solidale che è il suo punto di forza. In fondo ciò che identifica e distingue Ravenna è la sua inclinazione social nel senso più nobile del termine, quella capacità antica di intrecciare lingue e culture, aperta, accogliente, disponibile.

In autunno Ravenna proporrà la VI edizione della Rassegna Biennale di Mosaico Contemporaneo, che aprirà i luoghi più suggestivi agli artisti internazionali: monumenti, musei, chiostri e spazi simbolo diverranno gallerie d’eccezione in cui mosaico antico e moderno riprenderanno il dialogo mai interrotto.

Un evento epocale attende la città nel 2021: il settimo centenario della morte di Dante, una ricorrenza che porrà Ravenna sotto i riflettori del mondo.