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Arte & mostre

La Donna nella Belle Epoque, tra frivolezze e sfrenate eccentricità

Francesca Bertini Belle _poque a cura di GIAN LUIGI ZUCCHINI    –    Non si tralasci di visitare queste mostre (la moda e successivamente le riviste relative del periodo fine Ottocento- primi ‘900), e nel contempo scoprire o riscoprire il Museo MAGI ‘900, uno dei più interessanti e completi sull’arte del Novecento, a pochi chilometri da Bologna e facilmente raggiungibile sia con mezzi privati che pubblici. Il Museo poi, che ha ampie possibilità di spazi espositivi, organizza frequentemente mostre di buon livello, alcune anche di notevole qualità artistica e documentaristica, come la recente di cui si dà comunicazione qui di seguito. 

Cataloghi e pubblicazioni testimoniano poi l’attività passata e presente del Museo; da qui si può vedere la serietà, il valore e l’impegno di una istituzione che fa onore Pieve di Cento, cittadina in provincia di  Bologna, che è pure ricca di intreressanti edifici di epoca medioevale e cinque-seicentesca. Continua a leggere

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Antonio Fontanesi e la sua eredità

lancio-csDa Pellizza da Volpedo a Burri

Reggio Emilia, Palazzo dei Musei, 6 aprile- 14 luglio 2019

A duecento anni dalla nascita, Reggio Emilia al Palazzo dei Musei, dedica una ampia retrospettiva ad Antonio Fontanesi, artista reggiano, indiscusso protagonista della pittura dell’Ottocento italiano, interprete straordinario delle novit‡ del paesaggio romantico, uomo inquieto nella vita e innovativo sperimentatore nella pittura.
Promossa dai Musei Civici di Reggio Emilia, in collaborazione con la Fondazione Torino Musei-Galleria d’arte moderna e la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la mostra Ë realizzata in partnerariato con la Regione Emilia Romagna – Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali , la Fondazione Cassa di Risparmio P. Manodori di Reggio Emilia, Destinazione Emilia, Unioncamere Emilia Romagna, Camera di Commercio di Reggio Emilia, APT Servizi, Trenitalia col contributo art bonus di IREN, CAR SERVER, CREDEM. Continua a leggere

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Andrea del Verrocchio in mostra per la prima volta in Italia, per celebrare il Rinascimento Italiano e Leonardo da Vinci.

foto da utilizzare solo per mostra a Firenze, a Palazzo Strozzi e Bargello

GIAN LUIGI ZUCCHINI   –   “Sembra impossibile, ma fino ad oggi in tutto il mondo non è mai stata dedicata una mostra ad Andrea del Verrocchio”, scrive –  ad introduzione del catalogo –  Umberto Tombari, presidente della Fondazione CR di Firenze  Più che altro, l’artista è conosciuto dal pubblico generico per il dipinto “Il battesimo di Cristo” (1468 – 1478 circa), perché uno dei due angeli a sinistra fu dipinto da Leonardo da Vinci. Ma, nella mostra inauguratasi pochi giorni fa a Firenze, l’occhio scorre poi su gran parte delle opere di pittura e scultura, che questo artista, ed altri con lui, hanno lasciato, soprattutto a Firenze, in quel periodo in cui l’Italia, nel pieno Rinascimento, era la capitale del mondo artistico, eccellendo per opere di eccezionale bellezza. Continua a leggere

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Lo sguardo sul paesaggio flegreo

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In occasione della Giornata nazionale del Paesaggio istituita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali il prossimo 14 marzo, il Parco Archeologico dei Campi Flegrei organizza una giornata alla scoperta delle Terme Romane di Baia.

Qui, dalle 9:30 alle 14:00, gli studenti del liceo Seneca di Bacoli, (nell’ambito di un percorso di alternanza scuola lavoro) guideranno i visitatori in una passeggiata all’interno dell’antico sito, introducendo alla conoscenza del paesaggio antico e della sua trasformazione. Continua a leggere

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L’Ottocento Italiano è importante? Ebbene, sí

antonio_fontanesi_aprile._sulle_rive_del_lago_del_bourget_in_savoia_olio_su_tela_102_x_153_cm_collezione_privataGIAN LUIGI ZUCCHINI   –   Sembra proprio che, stando alle mostre in corso ed a quelle appena annunciate, si voglia riproporre l’Ottocento italiano naturalmente valorizzandolo, dopo quasi un secolo di prese in giro e di critiche più o meno feroci, a cominciare da Roberto Longhi. Ma ora non si tratta di fare un confronto con gli Impressionisti o il mite Millet o Barbizon, con paesaggi boscosi e la natura bellissima tra ombre e luci, ma di ritrovare, attraverso la pittura, i grandi ideali che hanno formato una nazione, hanno intuito il progresso, hanno valorizzato la realtà rappresentandola nella vita quotidiana e anche nella miseria, e nel contempo hanno raccontato la storia, il passato, l’angoscia e la malinconia, il fervore virile, l’amore e la morte. Tutto ciò, e molto altro ancora, lo si può dedurre soprattutto da alcune mostre, che riassumiamo in breve per ragioni di spazio, dalle quale si ha una visione delle molteplici anime dell’Ottocento, dalla freddezza neoclassica della perfezione fine Settecento all’irruenza del primo Romanticismo, all’ascolto ed alla realizzazione di quanto Foscolo andava scrivendo e gridando: “Italiani, io vi esorto alle storie”. Continua a leggere

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