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Arte & mostre

Cézanne e gli Artisti Italiani del ‘900

Paul Cézanne, Bagnanti, 1892 ca., olio su tela, 22 x 33 cm, Parigi, Musée d’Orsay, in deposito al Musée des Beaux-Arts, Lione © RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / René-Gabriel Ojéda

Paul Cézanne, Bagnanti, 1892
ca., olio su tela, 22 x 33 cm, Parigi, Musée d’Orsay, in deposito al Musée des
Beaux-Arts, Lione © RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / René-Gabriel Ojéda

di Marianna De Padova – Sono ventidue i quadri di Paul Cézanne esposti al Complesso del Vittoriano di Roma fino al 2 febbraio 2014. Le opere del post impressionista francese sono presentate a confronto con circa ottanta opere di artisti italiani, in un percorso suddiviso in quattro temi –Paesaggi, Nudi, Ritratti e Nature Morte-. Giorgio Morandi, Luigi Pirandello, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Gino Severini, Mario Sironi, Filippo de Pisis e Francesco Trombadori: questi alcuni degli esponenti della pittura italiana, prevalentemente appartenenti alla Scuola Romana, che la curatrice Maria Teresa Benedetti ha voluto nella mostra Cézanne e gli artisti italiani del ‘900. Paul Cézanne non ha mai visitato l’Italia, eppure le sue opere sono arrivate ad influenzare l’arte dei pittori italiani nella prima parte del ‘900, grazie al lavoro di ‘inviato’ svolto da Ardengo Soffici – anche sue opere in mostra -, che arrivato a Parigi rimane folgorato dalla novità della pittura di Cézanne, e ne parla in un suo articolo pubblicato a Siena.

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Alfredo Protti: un “vero secessionista”

di Gian Luigi Zucchini – È Vittorio Sgarbi che definisce Alfredo Protti (Bologna, 1882-1949) “un vero secessionista nella Bologna di primo secolo”, perché, aggiunge poi, “credeva  fermamente nella nuova figura dell’artista moderno”. (Cfr. V. Sgarbi, Alfredo Protti, Editoriale Giorgio Mondadori, Milano e Galleria d’Arte 56, Bologna, 1997). La quale consisteva – sempre secondo Sgarbi, ma di cui era profondamente convinto anche lo stesso Protti – nella “ristrettezza di orizzonti intellettuali che l’accademismo novecentesco insisteva ancora a proporre”. Dunque, un antiaccademico, con dentro quello spirito di innovatore che aveva animato i Carracci quando fondarono, nella seconda metà del Cinquecento, l’Accademia degli Incamminati. Ma come? ci si potrebbe chiedere: antiaccademico chi si pone sulla linea di maestri che l’Accademia appunto fondarono?La mostra “Alfredo Protti. Il Novecento sensuale” è aperta a Bologna, Palazzo d’Accursio, fino al 4 febbraio. Informazioni: info@mambo-bologna.org, tel 051 6496611

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