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FIORInellaROCCA. Mostra mercato di piante rare

10-12 aprile 2015Alla Rocca Visconteo-Veneta di Lonato del Garda (Brescia)

Lonato - Fiori nella Rocca

Fra le curiosità la Mostra “Storie di tavole e di fiori”  e l’Hortus conclusus per i bambini

Saranno otto tavole d’autore fra fiori, porcellane, cristalli e ricami, proprio come il numero delle sue edizioni, ad accogliere il pubblico di Fiori nella Rocca, raffinata manifestazione dedicata alle piante rare e al giardinaggio, in programma da venerdì 10 a domenica 12 aprile all’interno della Rocca visconteo-veneta di Lonato del Garda (Brescia). Tavole apparecchiate che si raccontano, e raccontano storie di persone e famiglie, delle loro passioni e della loro vita, sedimentate negli anni e fissate, come in un’istantanea, nel momento in cui il pasto sta per iniziare: a firmarle, Giusy Ferrari Cielo, notissima insegnante e Giudice internazionale dell’Istituto Italiano Floreale Amatori I.I.D.F.A. di Sanremo. Uno dei piaceri della tavola è la condivisione del cibo con amici e familiari. Una tavola bene apparecchiata è, innanzitutto, un concreto gesto di ospitalità e d’affetto per chi, anche per poche ore, condivide con noi serenamente la vita. La tavola con i suoi accessori, i colori, i fiori disposti ad arte, racconta una storia che ci appartiene. Ed ecco allora, Pranzo in blu, Cavalli, Mare, Zabajone e caffè, Thè alle cinque… a raccontare “Storie di tavole e di fiori”, appunto, come anticipa il titolo della rassegna. Continua a leggere

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Banco Lotto n. 10: Ago e filo per ricominciare

Dalla sinergia tra la Cooperativa Il Cerchio e la Sartoria del Carcere della Giudecca nascono creazioni di alta artigianalità 

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di Vittorina Fellin – C’è un negozio nel cuore di Venezia che si distingue da tutti gli altri. Si chiama Banco Lotto n. 10 e come ogni altra boutique nel suo genere espone splendidi vestiti, borse e accessori. Ma questo negozio possiede un tratto che lo distingue e lo rende speciale agli occhi del mondo, un cuore che pulsa al ritmo delle macchine da cucire e che lo lega, come fili di seta invisibili, alla sartoria del Carcere della Giudecca. Qui mani abili e volenterose, tessono sete e broccati preziosi per confezionare veri e propri capolavori indossati dagli artisti del Teatro La Fenice o abiti eleganti che saranno acquistati nelle lussuose boutique di Parigi o Vienna. Continua a leggere

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Matera, lontana e periferica, ma al centro del Mondo

Martina Vacca – A  Matera, ormai conclamata capitale europea della cultura nel 2019, l’aggettivo che più si addice è “ineffabile”. Matera magia di luci-300 copiaLa sua è infatti una bellezza che non si può descrivere e che trae dall’originalità la sua forza. Tra le cinque concorrenti con cui ha disputato l’ambito titolo, è infatti del tutto diversa per paesaggio, ambiente, costumi, tradizioni, ponendosi in una dimensione meno terrena e più onirica, meno contingente e più universale. Nascosta al resto del mondo, confusa tra i suoi Sassi, ignorata dalle grandi vie di comunicazione, la città ha resistito e ha saputo fare delle sue debolezze la sua forza. Nessun’ altra è come Matera: è una città del sud ma non possiede una vegetazione folta e lussureggiante, è lontana dal mare, non ha la montagna, perlomeno non quella da turismo invernale, è periferica e dimessa, più umile che superba, più contadina che metropolitana, più semplice che complessa. Continua a leggere

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GRANDE CULTURA A BOLOGNA? SÌ, MA PRIMA RIPULITURA PERMANENTE DI PIAZZA VERDI E DINTORNI

Umberto Boccioni - Busto di signora con cappello

Umberto Boccioni – Busto di signora con cappello

di Gian Luigi Zucchini – Da qualche tempo Bologna cerca di recuperare il proprio ruolo di ‘culta civitas’, nel tempo indicata anche come ‘Bologna la dotta’, sede dall’Alma Mater Studiorum più antica d’Europa, se non del mondo, ed anche ‘Bologna la grassa’ e, col Carducci, ‘Bologna la rossa’, non tanto per il colore politico, ormai relitto pressoché archeologico, quanto per via del mattone rosso cupo, con cui erano costruite in età medievale le sue case e le sue torri, e per questo detta anche ‘la turrita’. Questi aggettivi, persisi per via soprattutto nel Novecento, in particolare dagli anni ’70 in poi, sembrano ogni tanto rifarsi vivi, e recentemente anche con cadenzata frequenza. La città ha riorganizzato da poco gli interventi culturali, e molti avvengono in coincidenza con manifestazioni importanti. Continua a leggere

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