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African Ivory Route: il turismo che salva la natura

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Tra danze, antichi rituali e batìk, due itinerari sostenibili portano i turisti tra le meraviglie della natura, in un angolo selvaggio di Sudafrica. Qui, grazie all’impegno della Ong italiana Cesvi, le comunità locali custodiscono le risorse del loro territorio per offrirle ai viaggiatori. L’itinerario giusto per chi cerca la vera anima dell’Africa.

La “African Ivory Route”, in Sudafrica, è una terra selvaggia al confine tra Botswana, Zimbabwe e il Parco Nazionale Kruger. Costellata di ricchezze naturali e siti archeologici di pregio che si offrono allo sguardo dei viaggiatori in tutta la loro bellezza, è conosciuta per essere il luogo dove gli elefanti possono incrociare il tuo percorso in ogni momento e dove gli alberi di baobab fanno da sentinelle a mistici ed esotici paesaggi tutti da scoprire. Il cuore della African Ivory Route si trova nel Limpopo, una provincia al confine con Zimbabwe e Mozambico. Qui la Ong italiana Cesvi insegna alle popolazioni locali come custodire le bellezze della terra e trarne fonte di sostentamento, valorizzandole agli occhi dei turisti. Chi sceglie l’African Ivory Route, infatti, sceglie un turismo “sostenibile” che sostiene l’economia locale e salvaguarda il patrimonio naturale. La bellezza, in questo splendido angolo d’Africa è fonte di vita per le comunità indigene.

Il caldo abbraccio di benvenuto ai viaggiatori viene dalle donne del villaggio Makwrany con la loro “Danza del Pitone”. Danzano in fila ed eseguono sinuosi movimenti che ricordano un serpente. Si tratta di una danza tipica, attraverso cui si celebrano l’energia primordiale e la fertilità. Sono molte, però, le esperienze che consentono ai turisti di vivere appieno la cultura delle comunità locali lungo l’African Ivory Route. Si può, ad esempio, disegnare e colorare un batìk con le donne della cooperativa Twananani Textiles oppure suonare uno strumento musicale “originale” con i ragazzi del Tinyiko Art Centre che hanno trovato nella musica un’alternativa alla vita di strada. Tutti i pomeriggi, questi aspiranti musicisti si ritrovano per comporre musiche popolari, sulla base di ritmi della tradizione ma rivisitati in chiave moderna e le eseguono grazie a strumenti costruiti con materiali di fortuna come cassette di legno e posate. Il ritmo dei tamburi è il battito deciso del cuore del Limpopo. La musica, per i ragazzi del Tinyiko Art Centre,  è diventata un’alternativa alla violenza delle strada grazie al loro maestro Lucky Ntimani che dedica tutto il suo tempo alla formazione musicale del gruppo.  Ai turisti che si fermano ad ascoltarli raccontano che la musica è diventata la loro vita.

L’Africa è terra di magie, riti, antiche credenze. A Baleni, nell’area del Greater Giyani, i viaggiatori possono ammirare una fonte di acqua termale molto speciale, considerata sacra dall’intera comunità. Della fonte si prendono cura le donne indigene tsonga che, grazie all’impegno della Ong Cesvi, hanno costituito l’associazione “Baleni Salt Project”. Dalle acque di Baleni, estraggono un sale dal sapore delicato e prezioso. Le donne raccontano con fierezza e orgoglio di come la pratica di estrazione sia rimasta intatta in quasi duemila anni. Il sale di Baleni è stato riconosciuto presidio Slow Food ed è famoso per le sue proprietà minerali oltre che per il suo sapore molto particolare. L’intera regione del Greater Giyani, dove sorge la fonte, è stata dichiarata Natural Heritage Site per la ricchezza del suo ecosistema. Grazie al progetto di Cesvi, le donne di Baleni hanno compreso nel tempo l’importanza della biodiversità e del rispetto per gli equilibri dell’ecosistema e hanno imparato a produrre il sale e a commercializzarlo sale preservando l’integrità della sorgente. Il sale viene utilizzato tanto per la preparazione di pietanze tipiche quanto come rimedio naturale per le sue proprietà medicamentose dai guaritori dei villaggi vicini.

Non c’è Africa senza safari:  grazie alla Ong Cesvi, tutti i camp lungo l’itinerario dell’African Ivory Route sono stati ristrutturati. Tra i più belli e famosi c’è il Mtomeni camp dove si possono incontrare elefanti ed altri animali selvatici. Il safari si fa a piedi ed è una delle tappe più avventurose del viaggio. Non è difficile imbattersi in uno dei Big Five, così vengono chiamati i grandi animali che abitano questi luoghi: leone, leopardo, bufalo, rinoceronte ed elefante. Il safari a piedi è un’esperienza straordinaria che unisce lo spettacolo della natura alla sensazione di essere soltanto dei “piccoli” ospiti accanto a specie animali meravigliose. Natura incontaminata e animali di rara bellezza anche nel Kruger National Park: qui, i colori sono quelli caldi della natura selvaggia. Nel cuore della savana si possono ammirare le giraffe a caccia di foglie di acacia di cui sono ghiotte, branchi di bufali, grandi felini che sonnecchiano all’ombra e ascoltare il grido delle aquile che rompe il silenzio. Nella lentezza inesorabile di queste grandi distese di terra, per i viaggiatori, irrompono le emozioni: avvistare lo scatto felino di un leopardo in azione, d’altra parte, può ricompensare ore e ore di attesa.

www.cesvi.org

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