Firenze, nelle sue vene la forza del Rinascimento

Lorenzo Valloriani Mus.E FirenzeFirenze muta, deserta, silenziosa. Sempre elegante e meravigliosa, ma in tempi di pandemia da Covid19 l’antitesi dell’idea di Capitale del Rinascimento. Eppure qui, come in tutta Italia, la forza della cultura dimostra di essere più forte di qualsiasi cosa, di non arrestarsi davanti a nulla.
Tanto che anche i Musei Civici Fiorentini, con la ricca e articolata realtà curata dall’associazione Mus.E, hanno aderito alla campagna social #museichiusimuseiaperti per mantenere vivo l’interesse e valorizzare il patrimonio artistico e le sue bellezze di una città che, pre-pandemia, secondo dati dell’assessorato al turismo del Comune, richiamava circa 2 milioni di turisti all’anno e sviluppava almeno 5,3 milioni di presenze.
Per Lorenzo Valloriani, responsabile area comunicazione Mus.E (foto a sinistra), è un momento intenso e di sfida, consapevole della necessità – benché Firenze sia Firenze – di coinvolgere ed alimentare l’interesse dei turisti per le ricchezze culturali fiorentine.

Duchessa Eleonora di Toledo_Palazzo Vecchio

Firenze, Palazzo Vecchio. Duchessa Eleonora di Toledo. Foto credit: Lorenzo Valloriani

Comincio da una sensazione: a lei, abituato a vedere lunghe code di turisti in attesa di visitare musei, mostre e palazzi storici, che effetto le fa vedere la sua città completamente deserta? «Semplicemente straniante, desolante. Anche perché i musei, i palazzi storici, i luoghi di cultura vivono proprio in virtù della loro frequentazione. Vedere i musei vuoti fa male, ma fa anche riflettere: in primis sul valore della cultura e su tutto ciò che possiamo imparare da questo periodo così difficile. E poi induce a pensare e a riorganizzare il dopo: dal nostro punto di vista stiamo cercando di fare il possibile per mantenere vivo il rapporto di interesse verso gli ambiti museali che curiamo. La pandemia, gravissima e dolorosa emergenza, ha imposto una decisa accelerazione al passaggio al digitale, e questo va affrontato in chiave di opportunità. Perché se da un lato è vero che il digitale non potrà mai sostituirsi né comunicare le sensazioni del contatto fisico, per esempio nella visita di un museo o di un palazzo storico, dall’altro lato si sta rapidamente scoprendo che il web consente attività culturali, anche di gruppo, assai interessanti, coinvolgenti e formative. Due mondi che, d’ora in avanti, dialogheranno sempre di più».

Cappella Magi a Palazzo Medici Riccardi

Firenze, visita alla Cappella Magi a Palazzo Medici Riccardi. Foto credit: Mattia Marasco

Post emergenza, come immagina il “nuovo Rinascimento” di Firenze e, più in generale dell’Italia? «Credo che, con tempi medio-lunghi, vivremo un percorso graduale di riconquista di socialità e spazi. La drammatica esperienza della pandemia ha di fatto cambiato le nostre abitudini quotidiane, dalle più semplici alle più complesse, ma pian piano verrà ricostruita una “normalità”, con nuove regole magari anche più efficaci e meglio rispondenti ai bisogni di cultura e sviluppo sostenibile. Sa, l’arte, la cultura, la storia, se opportunamente lette e approfondite, sono bussole sicure per orientarsi ed evitare di navigare nei pericolosi mari dell’effimero».
È per questo che una parte importante del lavoro di Mus.E è dedicato ai più piccoli? «Assolutamente sì. Lo scorso 1 aprile Mus.E ha tagliato l’importante traguardo del ventennale di attività. Fu istituita nel 2000 con il nome di “Museo dei ragazzi”, con il preciso obiettivo di diventare un punto di riferimento culturale, nel senso più ampio del termine, per i bambini, le famiglie e le scuole. Il progetto ha funzionato e dieci anni fa il raggio d’azione è stato ampliato a mostre, eventi e gestioni museali e di attrazioni del territorio. Le attività vengono proposte in maniera empatica e dinamica, coinvolgendo attivamente il visitatore. Per esempio organizziamo visite con guide vestite nello stile del tempo, proponiamo scene di vita quotidiana dell’epoca, insomma…, facciamo vivere l’esperienza di quel determinato periodo».

Firenze, Giorgio Vasari_Palazzo Vecchio.

Firenze, Giorgio Vasari a Palazzo Vecchio. Foto credit: Mattia Marasco

Con tutte le cautele del caso, che programmi avete per l’estate e per l’autunno? «Il calendario eventi dei musei fiorentini è sempre ricco di iniziative, ma l’emergenza Covid19 ne ha congelato lo sviluppo. Appena le condizioni lo consentiranno riproporremo tutte le iniziative ancora possibili. Una a cui teniamo particolarmente, e che si sarebbe dovuta svolgere proprio in questo periodo, è “Firenze dei bambini”, una tre giorni di attività dedicate ai più piccoli e alle loro famiglie. Speriamo di riuscire a proporla entro la fine dell’anno».