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Il Forte Belvedere di Firenze inaugura la riapertura con la grande arte contemporanea

Davide Rivalta ©NicolaNeri

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Fino al 20 ottobre le mostre di Massimo Listri e Davide Rivalta

 

Lunga estate di cultura e arte al riconquistato Forte Belvedere di Firenze che, tra le tante iniziative, ospita la grande arte contemporanea. Fino al 20 ottobre saranno protagoniste al Forte le opere di due importanti artisti italiani: Massimo Listri, con la mostra “A perfect day”, e Davide Rivalta, con “My land”, in un progetto ideato da Sergio Risaliti, promosso dal Comune di Firenze e organizzato da Mus.e.

Con una nuova combinazione di linguaggi e interessi, lo spazio del Forte di Belvedere si presta quest’anno ad essere fruito in un doppio registro, ospitando più codici figurativi: dal disegno alla scultura alla fotografia, in una distinta convivenza di talenti. Gli spalti esterni, tra terrazze e aree verdi, saranno popolati dagli animali di Davide Rivalta con il progetto My Land a cura di Saretto Cincinelli e Sergio Risaliti: dieci bufale, un’aquila, un rinoceronte e due lupi. Presenze indomite, quasi senza tempo, in un’invasione ‘barbara’, ‘selvaggia’ degli spazi trasformati da giardino in spazio libero. Anche le sale al piano interrato del Forte, che si arricchiranno quest’anno di nuovi ambienti espositivi, ospiteranno

Massimo Listri ©NicolaNeri

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i disegni site-specific di Rivalta. Le grandi figure di volatili abbozzate sui muri illustreranno e integreranno il processo creativo dello scultore che anche nel tratto grafico esprime la forza della sua arte. Le quattro sale saranno occupate da decine di uccelli in volo, in un vortice che sarà come accompagnato dal fragoroso librarsi dei corpi e delle ali. Al centro di una sala la possente figura di un rinoceronte che, nella sua inviolabilità, sembra voltarsi verso la luce della porta di accesso un poco sorpreso dalla presenza di noi visitatori. Gli uccelli in volo e il rinoceronte sono anche un sotteso omaggio a due grandi artisti del Rinascimento, evocati qui in una sorta di incontro impossibile: Leonardo da Vinci, di cui ricorre quest’anno l’anniversario per il 500esimo della morte, e Albrecht Dürer, pittore, incisore e trattatista tedesco arrivato alla fine del Quattrocento a Venezia per carpire i segreti della ‘bellezza’ dall’arte italiana. Se del primo si ricordano i molti disegni di uccelli, osservati dal geniale artista e scienziato per i suoi studi sul volo, del secondo è nota una bellissima stampa del 1515 in cui è raffigurato il rinoceronte Ulisse, così battezzato dai marinai del veliero Nossa Senhora de Ajuda che trasportava il pachiderma verso il Portogallo quale dono al re Manuel I. Va pure ricordato che il successo di questa incisione e la fama dell’animale in Europa fu tale da indurre il duca Alessandro de’ Medici a utilizzare la figura del rinoceronte come simbolo nella sua personale impresa, accompagnando l’immagine con il motto “Non Vuelvo Sin Vencer”, ossia “Non assalgo senza vincere”. A far da richiamo alle opere del Forte, gli animali di Rivalta invaderanno anche altri luoghi della città: un suo secondo rinoceronte sarà visibile nello spazio esterno della Cavea del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, mentre un orso occuperà prossimamente il loggiato del Museo Novecento.

Davide Rivalta ©NicolaNeri

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Un registro differente verrà tenuto nelle sale al primo piano, sede della mostra A percfect day di Massimo Listri a cura di Sergio Risaliti. Le opere di Listri catturano lo sguardo del visitatore catapultandolo nel teatro dell’architettura, della scultura e della pittura. In occasione della mostra al Forte di Belvedere, Listri ha realizzato degli scatti inediti al Convento di San Marco, agli Uffizi, a Palazzo Vecchio e a San Lorenzo, immortalando le magnifiche architetture d’interno del Rinascimento fiorentino. Particolare interesse suscita la sala dedicata alla Sagrestia Nuova in San Lorenzo, indiscusso capolavoro di architettura e scultura di Michelangelo. L’artista propone una visione panottica dell’ambiente spartito in quattro inquadrature, che subiscono tutte insieme un’identica e sola interpretazione formale. Prospettiva e messa a fuoco omologante sono la prima cifra di riconoscimento di Listri, che rilegge il testo poetico del Buonarroti in termini concettualmente contemporanei. A queste immagini memorabili di luoghi immoti e incontaminati – nessuna presenza umana, infatti, ne viola la dimensione metafisica – si aggiungono degli ‘scorci’ di spazi industriali e storici che Listri inquadra individuando in essi codici visivi moderni, ora di linguaggio informe ora astratto, con attenzione ai valori formali e concettuali che dalle avanguardie in poi hanno condizionato il nostro modo di vedere e percepire, di selezionare e valorizzare spazi e ambienti nel mondo.

«Con la doppia personale di Massimo Listri e di Davide Rivalta – dichiara Risaliti, direttore artistico delle mostre al Forte di Belvedere e di Museo Novecento – viene aggiornata la tradizione del Forte di Belvedere, che dalla mai dimenticata personale di Henry Moore del 1972 è stato l’ambito traguardo di grandi maestri all’apice della loro carriera, un vero e proprio “altare” di consacrazione e storicizzazione. Quest’anno il Forte rinnova la propria vocazione alla contemporaneità per posizionarsi nel sistema dell’arte come palcoscenico interdisciplinare e per la

Massimo Listri ©NicolaNeri

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valorizzazione delle nuove generazioni. In linea con quanto accade al Museo Novecento e in modo complementare a quanto proposto in città, il Forte di Belvedere si fa promotore di contemporaneità in Firenze, attore protagonista di un nuovo rinascimento avviato con le grandi esposizioni di questi ultimi anni da Jeff Koons e Urs Fischer in Piazza Signoria, a John Currin e Gleen Brown al Museo Bardini, fino ad Alighiero Boetti ed Emilio Isgrò in Salone dei Cinquecento».

Il Forte Belvedere è un “luogo dell’anima” di Firenze che è tornato nella disponibilità della città e della cultura: «Con gioia torniamo ad aprire le porte del Forte con questa nuova mostra che ne esalta le qualità intrinseche di sede privilegiata di esposizioni legate alla contemporaneità – afferma Tommaso Sacchi, assessore alla cultura -. Solo da pochi mesi il Forte di Belvedere è tornato definitivamente nella piena proprietà della città grazie alla firma di un accordo di valorizzazione con il Demanio e la Sovrintendenza e adesso il Comune intende investirvi ulteriormente per farlo diventare un polo di arte e cultura, un contenitore multidisciplinare della contemporaneità e un centro di produzione, di ricerca e di sperimentazione. Ma non solo: è nostra intenzione lavorare per mantenere il Forte aperto tutto l’anno con nuove iniziative che ne aumentino la fruibilità da parte del pubblico».

 

Il biglietto del Forte di Belvedere dà diritto all’ingresso gratuito al Museo Novecento e viceversa.

 

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