L’altro volto della Sicilia

TP-Favignana-05 copiadi Giulia Giovanelli – I Nebrodi, un paradiso di eccellenze, da quelle gastronomiche, naturali a quelle culturali , tra chiese e musei di arte bizantina – normanna. Gli elementi che  caratterizzano il paesaggio naturale del Parco dei Nebrodi sono l’asimmetria dei versanti e la ricchissima, variegata vegetazione che contrasta coi numerosi ambienti umidi. Nelle vicinanze delle zone calcaree, il paesaggio assume aspetti dolomitici come mostrano Monte San Fratello (716 metri s.l.m.) e le Rocche del Crasto (1315 metri s.l.m.). Gli arabi definirono i Nebrodi “un’isola nell’isola” perché questo è un luogo ricco di  boschi, di ampi pascoli d’alta quota, silenziosi laghi e torrenti che esulano dalla più comune immagine della Sicilia. L’Ente Parco suggerisce a curiosi ed amanti della natura, un itinerario con escursione lungo il sentiero della Dorsale dei Nebrodi, partendo da Portella Calacudera, attraversando la fitta faggeta, dove si scoprono inaspettatamente i laghi Maulazzo, un invaso artificiale di 5 ettari ed il  Biviere.  Questi luoghi di Sicilia, ancora a molti sconosciuti, raccontano da soli la propria storia e le sue ricche tradizioni: dalla riserva del Plemmirio di Siracusa all’altipiano Ibleo di Ragusa fino  Sciacca, si rimane esterrefatti di fronte a scenari insoliti e così tanto ricchi di fauna e flora sia marini che terrestri. La Riserva Naturale Orientata di “Pantalica, Valle dell’Anapo e Torrente Cavagrande, istituita nel 1997, ha un’estensione poco superiore ai 3710 ettari e comprende la valle del fiume Anapo, insieme al fiume Ciane ed il torrente Cavagrande. Il fiume Anapo, uno dei più lunghi corsi d’acqua della Sicilia ed il più grande fiume dei Monti Iblei, risulta a carattere prevalentemente torrentizio e nel tempo ha eroso la roccia calcarea sopra cui scorre, dando luogo ai caratteristici canyon che circondano il sito archeologico di Pantalica. La riserva ospita la più grande necropoli archeologica d’Europa risalente al XX sec a.C., formata da 5000 tombe scavate nella roccia calcarea; sono presenti anche due grotte carsiche, la “grotta dei Pipistrelli” e la “grotta Trovato”. Proseguendo questo entusiasmante percorso alla scoperta della Sicilia, come pochi la conoscono davvero, ci si immerge nella Riserva Naturale Orientata “Oasi faunistica di Vendicari”, nata nel 1984. I suoi 1335 ettari  presentano coste sabbiose e rocciose, la tipica macchia mediterranea, aree coltivate ed i pantani che un tempo erano adibiti a saline, oggi risultano ormai abbandonati da più di 30 anni. Un vero paradiso terrestre, un emozione senza pari, un territorio di rara bellezza che pochi hanno il piacere di conoscere veramente. Sembra di venire a contatto con il nuovo volto della Sicilia, ma in realtà questi paesaggi testimoniano l’animo antico che ha fatto di questa terra, la Sicilia di oggi. Vendicari risulta una tra le aree più importanti per la conservazione dell’avifauna perché vi sono presenti alcune tra le zone umide meno alterate dall’uomo di tutta la regione ed inoltre è posizionata sulla rotta migratoria carpatico-danubianico-italica. I mammiferi che la riserva ospita sono il coniglio selvatico, la volpe, la donnola, il riccio, l’istrice e varie specie di chirotteri. Vendicari assume anche un importanza storico-antropologica per la presenza di vari siti archeologici. Qui si possono visitare le catacombe bizantine, le fortificazioni di Cittadella della dominazione araba ed una torre medievale, oltre  i resti della vecchia tonnara, attiva dal ‘700 fino alla seconda guerra mondiale, che mostra tutto il fascino di questa oasi del territorio comunale di Noto.

Il Parco marino del Plemmirio a Siracusa

La vicinanza della riserva marina del Plemmirio alla città di Siracusa ed  il mare della Penisola Maddalena offrono numerose sorprese biologiche e fondali stupendi. Tutt’intorno, in una macchia mediterranea dominata dalla presenza della palma nana, un proliferare di vita. Mentre nella zona umida e salmastra dei pantani, che in passata erano solo saline, si può assistere al volo dei fenicotteri rosa. Da capo Castelluccio a Punta Tavernara, il fondale si mantiene basso ed uniforme per poi scendere  improvvisamente a quote più elevate con fondali di oltre 30-40 metri. Proprio nelle vicinanze ci sono molte grotte sommerse ricche di  coralli solitari, spugne,  cicale di mare, oltre a moltissime specie di pesci.