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Roma inaspettata: le suggestioni del Quartiere “Coppedé”

Coppedèdi Martina Vacca – Roma Nord, quartiere Trieste: complessi di uffici, spazi verdi, pasticcerie raffinate, edifici scolastici storici, palazzi dall’architettura razionalistica novecentesca, atmosfera “borghese”.

Fin qui nulla di particolarmente attrattivo e menzionabile nella check-list dei siti e dei luoghi da visitare subito dopo il Colosseo e i Fori Imperiali per il turista che arriva nella città eterna, se non fosse che l’insospettabile “Trieste”, zona residenziale e diciassettesimo Quartiere di Roma, situato nell’area centro-nord della città, nasconde come una scatola cinese, un “quartiere nel quartiere”, surreale, esoterico, silenzioso: il Quartiere Coppedé.

Tagliando Corso Trieste da una delle traverse più vicine a “Coppedè”o, provenendo da  un qualsiasi punto cardinale di accesso alla zona, come via Tagliamento, il caos metropolitano,  ma soprattutto il volto edile-architettonico tipico della città, lasciano spazio improvvisamente ad un’atmosfera di quiete surreale  che si confà perfettamente all’avvicendarsi dei sinuosi palazzi e dei complementi urbanistici, espressione della coniugazione di differenti stili artistici.

Liberty, barocco e neogotico infatti, attraverso 26 palazzine e 17 villini, esprimono la personalità di una zona residenziale dall’aria misteriosa e fiabesca.

Quest’oasi incantata, bizzarra e a tratti kitch, realizzata su commissione dell’élite della borghesia capitolina nel Primo Novecento – tra il 1915 e il 1927 – prende il nome dall’architetto che l’ha  progettata, Gino Coppedé, artista fiorentino dallo stile estremamente decorativo caratterizzato da motivi quasi assimilabili al Liberty.

Negli anni successivi all’unificazione d’Italia l’urbanistica subì  un’accelerata verso il suburbio, così nacque l’esigenza di organizzare un tessuto urbano ordinato, incline alla proporzione tra le costruzioni e le aree verdi, mantenendo però il gusto di una cultura classica e millenaria.

Il corto circuito tra l’eclettismo di Coppedè – incaricato del progetto del quartiere  nell’ambito del Piano regolatore varato nel 1909 – e il retaggio della “Roma dei Papi”, dominata dallo stile classico e imperiale nell’architettura, creò una sorta di scetticismo e disappunto contro il taglio netto col passato delle opere dell’architetto.

Uno degli elementi di maggior suggestione, all’interno del quartiere è dato dall’ arco che congiunge i due “palazzi degli ambasciatori” e dal pendere sulla strada del lampadario in ferro battuto, simbolo identificativo dell’ingresso al quartiere.

Tra i palazzi che si snodano attorno a Piazza Mincio, la Palazzina del Ragno, di ispirazione assiro-babilonese e il Villino delle Fate in cui domina la totale asimmetria della costruzione e dei disegni sovrastanti, rispecchiano la dimensione fantastica della progettazione.

Ogni metro quadro calpestato a Roma racconta una storia e la stravagante Fontana delle Rane, in stile perfettamente barocco, ne narra una legata al famoso bagno che i Beatles vi fecero dopo un concerto nella leggendaria discoteca Piper, che si trova proprio a qualche metro di distanza, su via Tagliamento.

Se durante la passeggiata il cielo si incupisce e getta un’ombra sulle fattezze enigmatiche e fantastiche della zona, allora si capirà perché il regista Dario Argento scelse questo quartiere per ambientarvi il set a cielo aperto di due dei suoi celebri film: “L’uccello dalle piume di cristallo” e “Inferno”.

Nei dintorni …

Se vi siete suggestionati abbastanza e sentite il bisogno di tornare alla realtà gustando un buon aperitivo, ripercorrendo a ritroso Corso Trieste, in Piazza Trasimeno vi potrete accomodare al Tortuga bar.

Tirando fuori dalla borsa un taccuino per spuntare la visita al quartiere Coppedé dalla vostra check-list, probabilmente potreste esservi seduti proprio al tavolino dove “Nietzsche e Marx si davano la mano”. E’ qui infatti che  Antonello Venditti  ha immaginato i due amici nella nota canzone “Compagno di Scuola” del 1975.

Insomma, Roma, fuori dai circuiti turistici della sua grande e millenaria storia, è in grado di proporre narrazioni e aneddoti minori, legati alla vita quotidiana,  spesso non meno interessanti per chi è curioso di scoprirli.

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