Liguria, Trecentina e Camilla-Regina ritrovano il mare grazie alle cure dell’Acquario di Genova

Tartaruga Acquario di GenovaNella tarda mattinata di oggi Trecentina e Camilla-Regina, due esemplari di tartaruga marina della specie Caretta caretta, curati presso l’Acquario di Genova, sono tornati liberi in mare dal tratto di lido demaniale in uso all’Esercito Italiano in Corso Italia a Genova.
L’evento è stato organizzato in collaborazione con la Capitaneria di Porto, da sempre accanto all’Acquario di Genova nell’attività di recupero di questi animali in difficoltà e di successivo rilascio, il nucleo Carabinieri Cites di Genova, che coordina l’applicazione della Convenzione di Washington che tutela anche questi animali, l’Esercito Italiano, che ha concesso l’uso della spiaggia per l’evento e la Fondazione Acquario di Genova Onlus. Per Camilla-Regina, in particolare, l’affidamento nei mesi precedenti prima all’Acquario di Livorno e poi all’Acquario di Genova è stato concesso dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana e l’Osservatorio Toscano per la Biodiversità di Regione Toscana.
Il rilascio in libertà dei due esemplari è stato seguito dalle autorità locali, a cominciare dal Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, dal vicesindaco di Genova Stefano Balleari, dal Presidente e Amministratore Delegato di Costa Edutainment Giuseppe Costa e da Nicola Costa, Presidente della Fondazione Acquario di Genova Onlus, oltre a rappresentanti di Esercito Italiano, Guardia Costiera e Nucleo Carabinieri CITES di Genova.
Il rilascio è stato possibile grazie anche alla partecipazione del WWF, articolato pure nella sua sezione sub, con cui l’Acquario di Genova ha da poco siglato un accordo quadro che prevede la realizzazione di attività di ricerca, divulgazione e conservazione di specie marine, specialmente nell’ambito del Santuario Pelagos.tartaruga Acquario di Genova
L’iniziativa si inserisce nella campagna GenerAzioneMare grazie alla quale il WWF, coinvolgendo enti, ricercatori, cittadini, pescatori, e aziende, difende il Capitale Blu del Mediterraneo.
L’Acquario di Genova e la Fondazione Acquario di Genova Onlus sono impegnate da sempre in attività di conservazione e ricerca che riguardano molte specie acquatiche attraverso progetti di intervento sia in natura sia in ambiente controllato. A queste attività è da sempre correlata un’attività altrettanto importante di divulgazione per sensibilizzare il pubblico e tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti sulla necessità di adottare comportamenti quotidiani e sistemi di gestione che contribuiscano in maniera concreta e significativa alla tutela delle risorse naturali, con particolare riferimento alle specie che popolano l’ambiente marino.
Per motivi di sicurezza l’evento ha visto la sola presenza dello staff e dei soggetti direttamente coinvolti, mentre il pubblico ha potuto seguire il rilascio tramite i profili Facebook e Instagram dell’Acquario di Genova.

tartaruga Acquario di GenovaDue brutte storie a lieto fine
Camilla-Regina è stata ritrovata il 10 dicembre 2018 dalla Capitaneria di Porto di Livorno spiaggiata a Marina di Bibbona e l’esemplare è stato subito affidato all’Acquario di Livorno che ha effettuato un primo controllo veterinario. Camilla-Regina era in grave stato di disidratazione, coperta di sedimento sabbioso e presentava una ferita tra la testa e la mandibola, in una posizione subito dietro all’occhio destro. L’esame radiografico ha confermato una frattura in corrispondenza della ferita. Vista la gravità del quadro clinico il 6 febbraio 2019, in accordo con la Regione Toscana, Camilla-Regina è stata trasferita presso l’Acquario di Genova. Al momento del ritrovamento, l’esemplare, presumibilmente femmina,pesava 18 chilogrammi e misurava 56 centimetri di Larghezza e 49 centimetri di lunghezza del carapace.
Dopo un lungo periodo di degenza, grazie all’impegno e alle cure ricevute dallo staff di Costa Edutainment, la frattura e la ferita si sono rimarginate e Camilla-Regina, con un peso attuale di 31 chilogrammi e una dimensione di 60 cm di larghezza e 53 cm di lunghezza del carapace, ha pienamente recuperato lo stato di salute e ha potuto tornare in mare.
Trecentina è stata recuperata il 12 ottobre 2019 dalla Capitaneria di Porto di Genova mentre galleggiava in stato di difficoltà a pochi metri dalla diga foranea del porto cittadino in seguito alla segnalazione di un diportista. Affidata allo staff dell’Acquario di Genova, è stata sottoposta ai controlli veterinari che hanno trovato delle lesioni piuttosto importanti sul carapace. Trecentina, esemplare presumibilmente femmina, al momento dell’arrivo misurava 50 centimetri di lunghezza e 43 centimetri di larghezza del carapace per un peso di 22 chilogrammi. In questi mesi, ha ricevuto dallo staff della struttura le cure che le hanno consentito di rimarginare le ferite e tornare in piena salute. Oggi Trecentina pesa 29 chilogrammi e ha una dimensione di 58 centimetri di larghezza e 53 centimetri di larghezza del carapace.
L’Acquario di Genova interviene sulle tartarughe marine in difficoltà dal 1994 e dal 2009 è referente istituzionale per la Regione Liguria per l’ospedalizzazione delle tartarughe marine della specie Caretta caretta (in accordo Stato-Regioni). Nel 2017, ha ricevuto, insieme all’Acquario di Livorno, il riconoscimento per questa attività dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio; entrambe le strutture gestite da Costa Edutainment operano in collaborazione tra loro e con le autorità locali per garantire ad ogni individuo uno stato di salute consono al ritorno in mare.
Trecentina e Camilla-Regina sono state fortunate. Non tutte, purtroppo, sono storie a lieto fine. Diverse sono le cause del ricovero, tra le principali: interferenze con gli strumenti da pesca, principalmente palamiti (è frequente la presenza di ami nella cavità boccale o nel tratto digerente, spesso evidenziato dal filo di nylon che fuoriesce ai margini della bocca) o alle reti (possono causare ferite, mutilazioni e, nel peggiore dei casi, il soffocamento degli animali); ingestione di corpi estranei, quali ad esempio sacchetti di plastica scambiati per meduse che fanno parte della dieta naturale di questi rettili; impatto con imbarcazioni a motore, che arrecano traumi e ferite sul carapace o sul capo (più di rado altrove), a volte letali; patologie varie e traumi, sopracitati, che provocano lo spiaggiamento dell’animale (la tartaruga marina si spinge sul litorale esclusivamente per deporre le uova, ma non sono mai stati segnalati casi di riproduzione sulle spiagge della Liguria); sversamenti o presenza di petrolio.

Foto credit Acquario di Genova