Antologia dell’esperienza turistica nel centro storico di Firenze

I monumenti del Duomo di Firenze, courtesy Opera del Duomo

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di Martina Vacca – Tra il ticchettio dei passi discreti e lenti di una coppia di tedeschi che fa il proprio ingresso nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore e l’effetto sonoro del timido scatto di un giapponese che non ha rinunciato all’ultimo modello di Nikon, si leva con voce trepidante un intenso “glorious!”, proferito da un’americana che ha appena alzato gli occhi al cielo ed è rimasta col naso all’insù per il tempo impreciso dell’ammirazione di un capolavoro: la Cupola del Brunelleschi. In quello stesso istante, pochi metri più in là, al cospetto della “Porta del Paradiso” del Battistero di San Giovanni, raffigurante alcune scene dell’Antico Testamento, cultura e religione stanno esorcizzando tutte le distanze nell’esclamazione di un russo ortodosso: “фантастический” (fantastico!).

Già, perché il credo religioso insito nella simbologia artistico-culturale, fatta eccezione per alcune categorie di visitatori, non ha mai fatto la differenza nel turismo, a maggior ragione nel centro storico di Firenze, celebre nel mondo per l’arte Rinascimentale, Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’UNESCO nel 1982.

Da una ricerca condotta da “Sociometrica”, che per la prima volta ha preso in esame il sentiment, ovvero il giudizio, la valutazione dell’esperienza della visita, è emerso che è il Museo dell’Opera del Duomo ad offrire la migliore visita culturale nel centro di Firenze. La ricerca, realizzata attraverso l’impiego della tecnologia di Expert System, ha analizzato semanticamente oltre 14 mila commenti, in lingua inglese, pubblicati sui social media da turisti stranieri che hanno visitato Firenze, tra ottobre e dicembre 2016. Sotto la lente di ingrandimento dieci tra le principali attrazioni di Firenze: Il Museo dell’Opera del Duomo e gli altri monumenti del Grande Museo del Duomo (Battistero, Cupola del Brunelleschi, Cattedrale e Campanile di Giotto), la Galleria degli Uffizi, la Galleria dell’Accademia, il Complesso di Boboli, Palazzo Pitti e le Cappelle Medicee.

Grazie all’analisi semantica i testi sono stati indicizzati, classificati e su questa base è stato estratto e calcolato il sentiment riferito a ciascun singolo museo con una scala da 0 a 100. Il Museo dell’Opera del Duomo ha raggiunto il punteggio maggiore con 90 punti su 100. Al secondo posto troviamo il Battistero con 89 punti, al terzo posto la Galleria dell’Accademia e la Cupola del Brunelleschi con 88. Seguono, con 87 punti, il Complesso di Boboli, Palazzo Pitti e la Cattedrale di Firenze. Le Cappelle Medicee ottengono 86 punti, mentre il Campanile di Giotto 84 (su cui pesa la conformazione architettonica che rende la visita più faticosa della media). Infine, la Galleria degli Uffizi con un punteggio di 83 su 100, su cui incidono fenomeni critici di contesto extra-museale.

Tuttavia, Firenze si delinea come la città che riserva la migliore esperienza di visita culturale, perché la media del sentiment, espresso verso le sue dieci maggiori attrazioni, è di 87 punti su 100. In analoghe ricerche, aventi come oggetto altre città e i principali musei italiani, il grado di soddisfazione è stato inferiore a quello registrato a Firenze.

Nel caso del Museo dell’Opera, e in misura differente anche per gli altri musei, i dieci aggettivi più utilizzati sono stati: beautiful, worth, good, amazing, enjoy, interesting, nice, unique, best e wonderful. Tra i termini negativi troviamo principalmente: “affollamento” e “tempi d’attesa”.  Un caso a se è quello della Galleria degli Uffizi che ha registrato il maggior numero di citazioni in assoluto ed è l’attrazione di cui si parla di più a Firenze dopo il David. Molti sono gli aggettivi positivi ed entusiastici, ma numerosi sono anche quelli critici – non rivolti al Museo in sé, ma a ciò che vi ruota attorno ed influenza la qualità e la percezione della visita – tanto che il punteggio si ferma a 83 punti su 100.