In Garfagnana, tra poesia, arte, tradizioni, lavoro

62917547-garfagnana-toscana-italia--chiesa-vecchia-di-gorfigliano-valle-del-serchio-lucca-la-via-della-croce- Castelvecchio Pascoli, Gorfigliano e Pietro Annigoni, Gramolazzo e le cave

GIAN LUIGI ZUCCHINI   –   Ora che siamo in autunno avanzato, sarebbe certamente interessante visitare l’Alta Garfagnana dai grandi paesaggi densi di boschi, che in questa stagione esibiscono i più bei colori della natura, dal verde cupo al rosso, al marrone, fino al giallo dorato. Questo angolo di Toscana si addossa alle Apuane, dove le cave di marmo risplendono al sole come ferite lucenti, ed è costellato di piccoli borghi e paesi, i quali a loro volta racchiudono piccoli tesori d’arte, di cultura, di artigianato artistico. Qui vogliamo citarne solo due, non dimenticando tuttavia che a pochi chilometri di distanza, più verso Lucca, il percorso tra i monti si allarga, per lasciare spazio all’ariosa piana del Serchio, il fiume lucchese e garfagnino per eccellenza; e proprio qui, di fronte a Barga, graziosa cittadina ricca di antica arte e di storia, trovò finalmente il suo nido e il suo ultimo riposo il grande poeta Giovanni Pascoli, sul piccolo colle di Caprona. Ma, passando oltre e risalendo la valle, si incontrano ad un certo punto due piccoli centri, a poca distanza l’uno dall’altro, che racchiudono alcune importanti testimonianze. Si tratta di Gorflgliano e di Gramolazzo. Nel primo troviamo la presenza dell’artista Pietro Annigoni (1910 – 1988), per via dell’amicizia da lui stabilita con il dottor Jacopo Pancetti, medico molto amato nella zona, che gli commissionò anche una stupenda crocifissione, affresco che si trova nella cappella della famiglia Pancetti nel Cimitero Nuovo di Gorfigliano, Lì presso, sempre nel Cimitero, si erge la bella statua in marmo bianco del dottor Pancetti, opera dello scultore toscano Marcello Tommasi (1928 – 2008), attivo soprattutto a Firenze, erede simbolico del Neoplatonismo quattrocentesco, presente con opere in varie parti del mondo e, a Firenze, nel Gabinetto dei Disegni e Stampe agli Uffizi.

Questa piccola località toscana celebra anche, a metà agosto, un evento diventato ormai tradizionale. Si tratta del ‘pellegrinaggio’ della Madonnina dei cavatori, piccola statua in marmo che viene portata processionalmente, al lume delle fiaccole, nelle località a ridosso delle cave dagli stessi operai, che indossano tutti il casco bianco, come durante il faticoso e pesante lavoro. E tanto nel territorio si amano queste ricorrenze e memorie, che quasi sempre diventano testimonianze concrete di stima, affetto e ulteriore conoscenza di personaggi, storia, tradizioni e cultura relativa all’uomo, alle cose e soprattutto al lavoro. Proprio in questi giorni, infatti, esce un volume, scritto da Edoardo Paladini del Farinello, dal titolo “La Madonnina dei cavatori di Gorfigliano” in occasione del 70° anniversario della festa e della sua istituzione. Ma pure diversi fascicoli e libri sono stati pubblicati su questi ambienti, volumi realizzati sempre con corretto equilibrio scientifico, utili anche per studi e ricerche, tra cui non va dimenticata la storia orale, che – in particolare per piccole comunità – assume rilievo di notevole importanza documentaristica: citiamo, a titolo esemplificativo, il volumetto illustrato di Edoardo Paladini del Farinello dedicato all’affresco di Annigoni a Gorfigliano, il piccolo catalogo della mostra dello stesso Annigoni, con dipinti quasi tutti sconosciuti di paesaggi, tenutasi nel 2015, in occasione del centenario della nascita del già citato dott. Pancetti; poi la documentazione del lavoro artigianale, agricolo e relativo al marmo, visibile nel “Museo dell’identità dell’Alta Garfagnana”; e ancora, un interessante DVD su “Gorfigliano. Il marmo e i suoi cavatori”.

Ma, nei pressi, ancora piccoli borghi che presentano memorie storiche, resti di interessanti architetture e soprattutto ricordi, aneddoti, squarci di vita vissuta, raccolti anch’essi di qualche raro ed importante volume, come quello su Minuccciano, a cura di Umberto Bertolini, pubblicato a cura del Centro di Documentazione della Tradizione orale, di ottima consistenza scientifica e di notevole correttezza epistemologica. E, tra questi borghi, ci preme segnalare ancora Gramolazzo, sulle rive del Serchio, dove, nella Chiesa Nuova, si può apprezzare ‘Il Battesimo di Gesù’, affresco eseguito dal pittore Franco del Sarto (allievo di Annigoni e probabile discendente del grande artista cinquecentesco Andrea del Sarto), di ottima inquadratura, chiara e vigorosa simbologia, e soprattutto intriso di una luminosità che dilaga da un simbolico oriente, allusivo della vita e dello spirito divino.

Infine il turista, stanco ma arricchito dalle molte cose viste, può riposare nel Miniotel di Gramolazzo, proprio sotto le Apuane, gustando un ottimo pranzo a base di specialità garfagnine.

E concludere poi il suo itinerario leggendo il bel volume di memorie pascoliane, di Pietro Paolo Angelici, “E la poesia venne a cercarci… La Garfagnana ricorda Giovanni e Maria Pascoli”, uscito per l’interessamento dell’Unione Comuni della Garfagnana e della Banca dell’Identità e della memoria.