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GRANDE CULTURA A BOLOGNA? SÌ, MA PRIMA RIPULITURA PERMANENTE DI PIAZZA VERDI E DINTORNI

Umberto Boccioni - Busto di signora con cappello

Umberto Boccioni – Busto di signora con cappello

di Gian Luigi Zucchini – Da qualche tempo Bologna cerca di recuperare il proprio ruolo di ‘culta civitas’, nel tempo indicata anche come ‘Bologna la dotta’, sede dall’Alma Mater Studiorum più antica d’Europa, se non del mondo, ed anche ‘Bologna la grassa’ e, col Carducci, ‘Bologna la rossa’, non tanto per il colore politico, ormai relitto pressoché archeologico, quanto per via del mattone rosso cupo, con cui erano costruite in età medievale le sue case e le sue torri, e per questo detta anche ‘la turrita’. Questi aggettivi, persisi per via soprattutto nel Novecento, in particolare dagli anni ’70 in poi, sembrano ogni tanto rifarsi vivi, e recentemente anche con cadenzata frequenza. La città ha riorganizzato da poco gli interventi culturali, e molti avvengono in coincidenza con manifestazioni importanti. Continua a leggere

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S.PELLEGRINO SAPORI TICINO.LA SFIDA 2014 SI GIOCA IN CASA

Viaggio enogastronomico nella cucina svizzera, con i migliori alberghi firmati Swiss Deluxe Hotels Dal 6 aprile – 11 maggio 2014  |  VIII edizione

Chef S. PellegrinoDopo il successo delle precedenti edizioni, con il coinvolgimento di alcuni dei più importanti chef e ristoranti europei, S.Pellegrino Sapori Ticino fa ritorno verso casa: l’ottavo, attesissimo appuntamento, sarà difatti un rendez-vous tra il meglio dell’enogastronomia ticinese e l’esclusività dell’hospitality Svizzera. 8 sono gli Chef di altrettanti hotel 5 stelle lusso del brand Swiss Deluxe Hotels, presenti come prestigiosi ospiti per le ormai celebri cene a quattro mani con i principali esponenti ticinesi dell’alta cucina.

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Belle époque: lo sguardo ironico di Dalsani

Mostra Dalsani - Torino

Mostra Dalsani – Torino

Di Maddalena Baldini – In questa mostra si guarda l’Italia in uno spaccato di vivacità e progresso. In esposizione ci sono gli anni che vanno dal 1870 al 1915, gli anni della Belle époque che un artista come Giorgio Ansaldi, per tutti Dalsani, ha saputo raffigurare con gusto e verità attraverso una vastissima produzione di schizzi, acquarelli e disegni. Continua a leggere

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Cézanne e gli Artisti Italiani del ‘900

Paul Cézanne, Bagnanti, 1892 ca., olio su tela, 22 x 33 cm, Parigi, Musée d’Orsay, in deposito al Musée des Beaux-Arts, Lione © RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / René-Gabriel Ojéda

Paul Cézanne, Bagnanti, 1892
ca., olio su tela, 22 x 33 cm, Parigi, Musée d’Orsay, in deposito al Musée des
Beaux-Arts, Lione © RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) / René-Gabriel Ojéda

di Marianna De Padova – Sono ventidue i quadri di Paul Cézanne esposti al Complesso del Vittoriano di Roma fino al 2 febbraio 2014. Le opere del post impressionista francese sono presentate a confronto con circa ottanta opere di artisti italiani, in un percorso suddiviso in quattro temi –Paesaggi, Nudi, Ritratti e Nature Morte-. Giorgio Morandi, Luigi Pirandello, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Gino Severini, Mario Sironi, Filippo de Pisis e Francesco Trombadori: questi alcuni degli esponenti della pittura italiana, prevalentemente appartenenti alla Scuola Romana, che la curatrice Maria Teresa Benedetti ha voluto nella mostra Cézanne e gli artisti italiani del ‘900. Paul Cézanne non ha mai visitato l’Italia, eppure le sue opere sono arrivate ad influenzare l’arte dei pittori italiani nella prima parte del ‘900, grazie al lavoro di ‘inviato’ svolto da Ardengo Soffici – anche sue opere in mostra -, che arrivato a Parigi rimane folgorato dalla novità della pittura di Cézanne, e ne parla in un suo articolo pubblicato a Siena.

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Alfredo Protti: un “vero secessionista”

di Gian Luigi Zucchini – È Vittorio Sgarbi che definisce Alfredo Protti (Bologna, 1882-1949) “un vero secessionista nella Bologna di primo secolo”, perché, aggiunge poi, “credeva  fermamente nella nuova figura dell’artista moderno”. (Cfr. V. Sgarbi, Alfredo Protti, Editoriale Giorgio Mondadori, Milano e Galleria d’Arte 56, Bologna, 1997). La quale consisteva – sempre secondo Sgarbi, ma di cui era profondamente convinto anche lo stesso Protti – nella “ristrettezza di orizzonti intellettuali che l’accademismo novecentesco insisteva ancora a proporre”. Dunque, un antiaccademico, con dentro quello spirito di innovatore che aveva animato i Carracci quando fondarono, nella seconda metà del Cinquecento, l’Accademia degli Incamminati. Ma come? ci si potrebbe chiedere: antiaccademico chi si pone sulla linea di maestri che l’Accademia appunto fondarono?La mostra “Alfredo Protti. Il Novecento sensuale” è aperta a Bologna, Palazzo d’Accursio, fino al 4 febbraio. Informazioni: info@mambo-bologna.org, tel 051 6496611

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